Per la prima volta in una storia ultracentenaria, l’Osservatore Romano sara’ in edicola domani e ogni ultimo giovedi’ di ogni mese con un inserto femminile: quattro pagine interamente a colori, ideate e curate da Lucetta Scaraffia, docente di storia contemporanea all’Universita’ La Sapienza ma anche editorialista di punta del quotidiano vaticano, e Ritanna Armeni, giornalista molto nota per la sua militanza di sinistra, entrambe pero’ impegnate da sempre nella battaglia per la parita’. Il tentativo, ha spiegato il direttore Giovanni Maria Vian, e’ quello di “allargare lo sguardo del giornale della Santa Sede a ‘donne, Chiesa, mondo'”. E cosi’, ha sottolineato il professor Vian, si intitola questa nuova iniziativa, aperta a una realta’ fondamentale nella tradizione cristiana e che vuole idealmente allargarsi a cerchie sempre piu’ ampie, con un respiro internazionale e anche al di la’ dei confini visibili del cattolicesimo mondiale. Grazie pure alla collaborazione di firme non cattoliche”.
Se le donne fossero presenti solo una volta al mese sarebbe tuttavia una perdita per l’Osservatore Romano che invece continuera’ a dare loro la parola ogni giorno”, ha assicurato ancora Vian nella conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio in Vaticano, convocata per presentare anche un cortometraggio di Liliana Cavani sulle Clarisse. Nel suo intervento il direttore dell’Osservatore ha ricordato “quanto l’emancipazione e la promozione delle donne debbano al cristianesimo fin dalle sue origini, nonostante contraddizioni dovute nei secoli soprattutto ai contesti culturali”. Ma nonostante questo nell’ultimo secolo le donne hanno riguadagnato molto terreno nella Chiesa: “Paolo VI – ha elencato il professor Vian – nel 1964 volle invitare, con una decisione senza precedenti, alcune donne a prendere parte al concilio Vaticano II. E fu lo stesso Papa Montini, nel 1970, a proclamare dottori della Chiesa due sante come Caterina da Siena e Teresa d’Avila, seguito da Giovanni Paolo II che fara’ altrettanto con Teresa di Lisieux nel 1997 e da Benedetto XVI, che ha deciso questa solenne definizione per una delle piu’ grandi donne del medioevo, Ildegarda di Bingen. A conferma di una presenza irrinunciabile e preziosa nella Chiesa di Cristo”. All’incontro oltre a Vian e le curatrici e’ intervenuto anche monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, che ha sottolineato come l’inserto ponga esplicitamente la nuova iniziativa “sotto il segno di Maria” ed ha ricordato come Gesu’ e dunque il cristianesimo “condivida con ciascuna persona l’essere nato dal si’ di una donna”. (AGI 30 MAG 12)

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