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da estense.com

La Provincia di Ferrara in collaborazione con la sezione ferrarese di Amnesty International e il Centro Donne e Giustizia cittadino, ha convocato il Forum provinciale delle Pari Opportunità sullo scottante tema della violenza alle donne, un fenomeno ancora vivo in ogni tipo di società. L’incontro pubblico è in programma per lunedì 21 novembre, alle ore 9,30, nell’ex sala del Consiglio provinciale del Castello. “Violenze: testimonianze di donne” è il titolo dell’iniziativa, che si tiene in concomitanza con la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre 1999. Dopo il saluto del presidente della Provincia di Ferrara, Pier Giorgio Dall’Acqua, seguiranno gli interventi di Rita Cinti Luciani, assessore provinciale alle Pari Opportunità; Chiara Casotti del Coordinamento nazionale Donne Amnesty International; Gina Gatti, curatrice del libro “Donne: il coraggio di spezzare il silenzio” (campagna Mai più violenze sulle donne); Nassera Dutour, portavoce del Collettivo delle Famiglie degli Scomparsi in Algeria; Monica Borghi, del Centro Donne e Giustizia di Ferrara; Isabetta Gomedi, presidente della II Commissione del Consiglio provinciale di Ferrara; Mirella Tufanelli, presidente della Commissione speciale Donne Elette del Comune di Ferrara; Diego Carrara, assessore provinciale alle Politiche sociali.
Per concludere i lavori alle ore 21, dopo il dibattito e l’approvazione degli orientamenti finali, al Ridotto del Comunale, verrà rappresentato il monologo “Le donne di Pola” a cura di Marco Cortesi (Ingresso gratuito).
La Provincia di Ferrara ha ritenuto opportuno riunire il Forum provinciale per le Pari Opportunità in occasione di questa ricorrenza annuale raccogliendo l’invito dell’Assemblea generale dell’Onu ad organizzare una giornata di attività per accrescere la consapevolezza pubblica del problema della violenza contro le donne che ogni società contiene, indipendentemente dal grado di benessere, dalla razza e dalla cultura. E che rappresenta una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa e occulta.

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